Salvatore Coddetta giugno 4, 2019 Nessun commento

E’ di pochi giorni fa una notizia, per ora a rilevanza regionale, che ha fatto e farà discutere: il Governo ha apportato un emendamento alla famosa Legge 39 del 1989, che imponeva alla categoria degli agenti immobiliari di svolgere solo questa professione.

“Noi non potevamo fare altre attività, ma tutte le altre categorie afferenti al nostro mondo (geometri, ingegneri, commercialisti o altro) finivano invece per sconfinare nelle funzioni proprie del nostro mestiere”, dichiara in una nota Paolo Papi, presidente di Fiaip Piemonte.

La nuova legge apre nuove strade e permette quindi agli agenti immobiliari di svolgere anche altri servizi, come la consulenza creditizia, il brokeraggio assicurativo, la gestione condominiale…e tutta una pletora di attività complementari al business principale di compravendita.

“Una possibilità preziosa soprattutto per territori marginali o isolati, dove magari la situazione è depressa o il bacino d’utenza è ridotto e dunque la possibilità di lavorare per i nostri colleghi era decisamente ridotta. Per la provincia di Torino, più che la metropoli, potranno beneficiarne i piccoli Paesi, le valli più isolate e le aree periferiche”, continua Papi.

Non vogliamo entrare nel merito della polemica e non vogliamo certamente esprimere un parere schierandoci dall’una o dall’altra parte.

Però non possiamo esimerci da alcune considerazioni:

  • finalmente si muove qualcosa con una Legge accolta con grande entusiasmo nel 1989, una scrittura normativa in grado di mettere ordine in un settore che non era così “organizzato” all’epoca…ma comunque ferma a 30 anni fa. Nel frattempo il mercato è cambiato, così come la figura dell’agente immobiliare stesso;
  • il professionista immobiliare da decenni non incarna più quella vetusta figura di sensale in grado “solamente” di mettere in contatto chi compra e chi vende;
  • occorre guardare ad esempi anche al di fuori del nostro Paese, non solo il mondo anglosassone da tempo più evoluto in questo settore ma anche ad altri paesi europei;
  • il futuro e il successo della professione immobiliare si gioca sempre più sui servizi;
  • la qualità del servizio vince, non il numero di attività che si svolgono. E’ un punto fondamentale: meglio focalizzarsi su poche cose ma che funzionino al meglio piuttosto che fare i “tuttologi”;
  • la consulenza creditizia da molto tempo ormai accompagna gli agenti immobiliari: riunire nella stessa persona il venditore e il broker creditizio crediamo non sia sempre ottimale, nell’ottica di servire al meglio il nostro cliente, e qui torniamo alla riflessione poco sopra;
  • le grandi holding immobiliari (i franchising per esempio) hanno costruito società satelliti dedicandone l’attività a questo o quel segmento: basti pensare all’esempio di Kyron per i mutui di Tecnocasa, di Artwork per il marketing di Fondocasa, etc…

In conclusione, dobbiamo applaudire alla crescita del comparto immobiliare, che peraltro si popola sempre più di giovani e di donne, perché lo svecchiamento del sistema porterà indubbi vantaggi anche ai nostri clienti.

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