Salvatore Coddetta giugno 27, 2019 Nessun commento

Abigail Dean, di Nuveen Real Estate, ha recentemente pubblicato uno studio sul ruolo sempre più importante dei Big Data nel mondo immobiliare.

In che modo questi possono avere un impatto sul valore di un immobile e migliorare le sue performance?

Monitorare, ad esempio, i consumi di luce ed acqua incide sull’efficienza del sistema, sull’appeal verso gli inquilini e sul valore di mercato. Per non parlare della riduzione dei costi, dal 10 al 20% nei consumi.

Secondo Abigail Dean, i Big Data avranno un impatto ancora più profondo, arrivando a supportare una gestione automatizzata dei processi decisionali e strategici.

I trend più caldi del momento sono questi:

  • Smart building: sempre più mondo fisico e quello digitale andranno a convergere, grazie anche agli sviluppi dell’Internet of Things.
  • Ottimizzazione e automazione: al crescere dei dati creati dagli edifici, i proprietari hanno modo di interpretarli e gestirli in ottica, per esempio, di efficienza energetica. Il futuro è quello di edifici “autonomi” in grado di autoregolare i propri parametri interni, personalizzando l’esperienza per singoli inquilini;
  • Centrali elettriche virtuali: l’utilizzo sempre più frequente dell’elettricità per il riscaldamento e per i trasporti potrebbe farne aumentare i prezzi. I proprietari si potrebbero quindi attrezzare per produrre in autonomia energia rinnovabile on site, con l’utilizzo anche dello storage vendendo talvolta alla rete le eccedenze;
  • Smart city: si stanno diffondendo sempre più iniziative locali di Open Data, per consentire l’accesso libero ad archivi pubblici digitalizzati. Dati sulla qualità dell’aria e sul traffico sono sempre più disponibili.

Oltre al supporto nella gestione degli asset, i Big Data modificheranno per sempre i processi di investimento immobiliare.

La gestione ottimale dei dati sarà in grado di migliorare la gestione del rischio nei portafogli immobiliari.

Ma non solo.

Anche il lavoro di agenzia potrà essere trasformato, nel campo delle valutazioni per esempio.

O nella gestione dei profili dei potenziali acquirenti di un immobile.

Saremo schiavi di un algoritmo?

Niente di più sbagliato.

La tecnologia dovrà essere sempre integrata dalla sensibilità dell’uomo e svolgere quei compiti automatici che l’uomo piano piano dismetterà.

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