Salvatore Coddetta gennaio 17, 2019 Nessun commento

Futuro sempre più digitale per l’immobiliare. Anche in Italia.

Da tempo è in corso una vera e propria trasformazione digitale del real estate, che non vuol dire solo sbarcare sul web (c’è da augurarsi, infatti, che nel 2019 siano pochi gli agenti immobiliari completamente “analogici”). Vuol dire anche vivere e gestire diversamente il business.

Attraverso un’attitudine nuova, per una professione che storicamente si basa sulla capacità di negoziare ma che (ormai) comprende tantissime altre attività.

Attività che nel 70% dei casi sono “meccaniche” e “abitudinarie” e in grado di rubare tempo prezioso ai task più strategici.

Attività che potrebbero essere effettuate da “macchine”, assistenti virtuali, chatbot.

I chatbot, però, sono bravissimi a fornire risposte ma non sanno porre domande. Ed è esattamente qui che serve la componente “umana” e “mediatrice” degli agenti immobiliari, fatta di psicologia, ascolto attivo, attenzione al cliente, empatia.

La trasformazione digitale dell’immobiliare in Italia ha radici molto lontane. Che risalgono all’introduzione del web e al fiorire dei cosiddetti “siti internet”. All’inizio molti si chiedevano se fosse davvero necessario essere presenti sul web. Ora chiunque è fuori dalla Rete è realmente fuori dal business. Tanto che Google ha appena siglato un accordo nazionale con Confesercenti per consentire l’accesso al web a circa 20 mila piccole aziende attraverso il progetto “La bottega del futuro”.

Anche il piccolo salumiere di quartiere, il fiorista o il negozio di souvenir avranno così modo di sancire la propria “nascita digitale”.

I cosiddetti “portali immobiliari”, fioriti in una fase un poco successiva, hanno fornito ulteriori spunti e strumenti alle agenzie immobiliari.

Ma siamo sicuri che siano sempre (e siano tutti) davvero utili?

Cosa serve agli operatori immobiliari? Piattaforme ove pubblicizzare gli alloggi in portafoglio. E poi “visibilità” e “storytelling” per acquisirne di nuovi.

Non tutti i portali immobiliari sono utili allo scopo. Sono siti web-fotocopia in cui solitamente non “vince” la qualità di un annuncio o di un alloggio in sé. Sono strumenti che non consentono alle agenzie di raccontarsi.

E’ per questo che serve una strategia di comunicazione calata esattamente sulle esigenze della singola agenzia. Che ha una storia, un vissuto, un background diverso dalle altre.

Che ha persone all’interno con capacità e storie professionali diverse.

Dobbiamo evitare l’appiattimento del web “usa e getta” che tutto uniforma. Anche in un’agenzia singola dobbiamo avere la forza e la capacità di sviluppare strategie digitali personalizzate.

Sperimentando la presenza sui social. Alimentando la conversazione con gli utenti.

Parlando a chi veramente è interessato alle nostre proposte immobiliari.

Si è fatto speso un uso inflazionistico ed eccessivo della locuzione “Internet of Things”. Noi crediamo in un concetto diverso: Internet of People. Tornare alle persone. Per vincere le sfide del mercato, insieme.

StumbleUponEmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *