Salvatore Coddetta aprile 18, 2019 Nessun commento

Immobiliare e tecnologia: un binomio non sempre funzionante, soprattutto in passato. Vediamo i principali trend in atto considerando che, secondo KPMG, nel 2017 i venture capitalist hanno investito ben 12 miliardi di dollari in società proptech, ossia startup e aziende che innovano il real estate attraverso la tecnologia.

Una cifra che toccherà i 20 miliardi nel 2020.

L’Italia parte defilata rispetto a Stati Uniti, Inghilterra, Germania e Francia ma nei prossimi due anni andrà incontro ad una crescita notevole.

Il meccanismo è inarrestabile: il digitale ha cambiato per sempre le regole di ingaggio e vedremo presto nuovi player affacciarsi sul mercato proponendo paradigmi innovativi.

L’agenzia ibrida

Uno dei trend da studiare è quello dell’agenzia ibrida, una realtà che miscela tecnologia, digitale e virtuale con la presenza fisica di un agente “di zona”, al fine di ottimizzare performance, velocità nelle risposte e costi. Il modello in Inghilterra si chiama Purplebricks, che ha rapidamente conquistato una quota di mercato del 5% cambiando per sempre l’approccio del settore. Nel 2017 il fatturato è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente (passando da 18,6 a 43.2 milioni di sterline), mantenendo stabili gli investimenti nel marketing. In Italia abbiamo RockAgent, startup che propone una cifra fissa per il servizio indipendentemente dal valore della casa da vendere (provvigione pagata solo dall’acquirente). Si accede così ad una pletora di supporti innovativi attraverso un portale.

 

Algoritmi al servizio della vendita

In Italia non si vedono ancora ma esistono realtà chiamate iBuyer che, dotate di importanti liquidità, si basano su algoritmi ad hoc per valutare un immobile, lo acqusitano e poi lo rivendono. L’apripista è stata, negli USA, Opendoors, che ora è valutata 1 miliardo di dollari e ha raccolto investimenti per 355 milioni di dollari. Le crescite di questo modello sono a doppia cifra, resta da capire se il modello ha possibilità di attecchire in Europa e in Italia dove le caratteristiche degli immobili sono meno standard e di più difficile valutazione.

 

Disintermediazione?

Sono nati player di mercato che hanno cercato di mettere in un angolo la figura dell’agente immobiliare. Portali che mettono in contatto direttamente i privati fra loro. Ebbene, la realtà sta dimostrando che le persone hanno bisogno di una figura di mediazione e di “consulenza immobiliare”. Negli USA l’88% degli utenti si affida agli agenti, in Italia siamo al 55%, in crescita. Nasceranno quindi ancora altri player ma non potranno mai sostituire gli agenti, a patto che gli agenti si evolvano e utilizzino strumenti innovativi ed adeguati.

 

Crowdfunding immobiliare

E’ in atto un vero e proprio boom di questo genere di piattaforme. Il crowdfunding, o finanziamento dal basso, permette da un lato la raccolta di fondi per finanziare progetti ed iniziative imprenditoriali, dall’altro la possibilità di investire con ritorni interessanti. Anche in Italia stanno crescendo piattaforme di questo tipo, in grado di raccogliere decine di milioni di euro.

 

Blockchain

E’ una delle applicazioni più attesa. Sono stati già fatti molti test e tentativi. L’obiettivo è avere un database enorme, condiviso, certo e inviolabile con i dati delle transazioni, i contenuti degli accordi, le valutazioni. Soprattutto negli USA si stanno mettendo in campo risorse per costruirlo. Il vantaggio immediato di un sistema di questo tipo risiede nell’eliminazione della burocrazia, delle lungaggini, dei problemi. Il futuro sarà negli Smart Contract.

 

Big Data

L’uso dei sensori, il miglioramento della banda, il perfezionamento del 5G consentiranno di raccogliere grandi quantità di informazioni sullo stato degli edifici, i consumi, la sicurezza, i flussi di traffico in una certa zona, la qualità dell’aria, etc… E’ facile capire come l’utilizzo dei Big Data sia collegato a doppio filo con lo sviluppo del paradigma Smart City. Machine Learning e AI (Intelligenza Artificiale) saranno di supporto sia agli operatori, ottimizzando certi ambiti del lavoro, sia agli utenti, portando trasparenza e automazione nel sistema.

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