Salvatore Coddetta febbraio 19, 2019 Nessun commento

Per presentare al meglio il corso che FormaRE organizza il 6-7 marzo a Milano oggi intervistiamo uno dei due relatori: Luigi “Giggi” Benedetti…

Cosa si intende per Property Finder?

Si intende un Agente Immobiliare che consideri il Compratore il suo cliente primario e l’innesco dell’intermediazione.

Insomma un giusto contrappeso alla figura dell’agente immobiliare “tradizionale” che invece, è risaputo, ruota operativamente attorno alla figura del Venditore.

 

Da quanto tempo lo sei e come si è sviluppata la tua esperienza?

Una quindicina di anni fa ero un agente immobiliare che vendeva immobili.

Ed ero anche soddisfatto di come andavano gli affari, pensa un po’.

Poi, complice un amico che doveva comprare casa, per forza e velocemente, mi entrò in circolo il virus del property finding.

Dopo una prima fase primordiale di esperimenti (alcuni riusciti) ho deciso di sposare questa metodologia di lavoro e nel tempo mi sono sempre più convinto che è una strepitosa interpretazione della professione che  completa la figura del mediatore.

 

Quali gli strumenti digitali e non che utilizza un Property Finder?

Il lavoro è lo stesso dell’Agente Immobiliare “tradizionale”.

I fondamentali quindi non cambiano, è uno sport di contatto, di relazioni e la base rimane la fiducia.

Gli strumenti che uso quindi sono banalmente un paio di PC e il cellulare.

Diciamo che in questi 15 anni so di aver messo a punto un metodo di lavoro che funziona, ma che ho tutta l’intenzione di continuare a migliorare.

Se poi vuoi sapere se il lavoro di un Property Finder può essere svolto da un software la risposta è, NO assoluto.

Non confondere il property finding con il matching.

 

E’ vero che guadagna di più di un agente immobiliare?

Devo spiegarti meglio…

Ti do 4 elementi che, almeno nel mio caso, modificano in maniera davvero profonda il processo di produzione del fatturato, rispetto a quando ero un Agente Immobiliare “tradizionale”.

E sono questi:

1) il target a cui è destinato il mio servizio di finding è mediamente più alto di quello che servivo precedentemente;

2) lavoro per pochissimi clienti per volta, più o meno un quinto rispetto a prima;

3) concludo mediamente mezza dozzina di operazioni all’anno, meno della metà di quelle che transavo da Agente “tradizionale”;

4) il Compratore che richiede il mio servizio paga tra il 5 ed il 6% di provvigioni…

Ho risposto alla tua domanda..?

 

Perché è importante partecipare al corso che terrai con Salvatore Coddetta a Milano?

Sono ben disposto a raccontare tutta la mia esperienza, a svelare le mie procedure, a mettere a disposizione lo schema attraverso il quale intervistare i clienti, a fornire il facsimile dell’incarico, a spiegare da dove mi arrivano i clienti ed a dimostrare come si fa per ottenere sempre la disponibilità alla collaborazione dei colleghi.

Capiamoci: in 2 giorni non si diventa Property Finder.

Ma se 15 anni fa, all’inizio di questo percorso, avessi avuto la possibilità di imparare dagli errori di chi lo aveva già fatto, di sicuro mi sarei iscritto.

E poi c’è Salvatore Coddetta, la pietra angolare della formazione immobiliare in Italia. Lui da solo vale il biglietto.

 

Per iscriverti al corso “Professione Property Finder” clicca qui!

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