Salvatore Coddetta gennaio 10, 2019 Nessun commento

Mettiamoci la faccia. Sempre. Nella Formazione. Nel nostro lavoro di tutti i giorni.

La ricerca della credibilità, che nel settore immobiliare vale come l’oro, è possibile grazie al nostro impegno costante (e in prima linea).

La credibilità è un fattore che lavora sia a monte che a valle nella “pratica immobiliare”.

Un potenziale cliente, acquirente o venditore, si rivolgerà a noi perché in qualche modo gli abbiamo ispirato fiducia. Perché ha magari sentito parlare di noi.

Perché un altro cliente (soddisfatto) ci ha “raccomandato”.

Perché la nostra attività, nella zona e oltre, sta producendo ottimi frutti.

Ma non basta.

La credibilità si gioca poi nel delicato momento della valutazione immobiliare (per chi vende).

Una vasta letteratura spiccia e non scritta ci parla di valutazioni gonfiate ad arte per ingolosire il nostro cliente e farci firmare l’incarico.

Sebbene tutti neghino, si tratta di una pratica che alcuni di noi sperimentato ancora.

Con il risultato di infangare la categoria tutta, compromettere la vendita in partenza, spacciare false speranze.

La valutazione è un procedimento vorremmo dire quasi “scientifico”. Che si basa su fattori “oggettivi” e “tecnici” e fattori legati alla conoscenza della zona e sulla storicità del nostro mestiere, includendo anche le esperienze (positive e negative) passate.

La credibilità si esplica poi attraverso il nostro metodo operativo. Se lavoriamo senza metodo (e parlo anche di tutti gli agenti fuori dai franchising) non otterremo i risultati che ci aspettiamo. E perderemo velocemente credibilità.

Occorre applicare concetti di marketing e produrre quindi (nel caso di un nuovo alloggio in portafoglio) una scheda-prodotto, un servizio fotografico (meglio se ben studiato), un piano di comunicazione…

E contestualmente, sempre per essere credibili, raccogliere tutta la documentazione “tecnica” disponibile (e magari fare ricerche ad hoc) per evitare il pressapochismo, che può portare anche alla nullità degli atti.

Anche nei confronti del potenziale compratore occorre metterci la faccia, accompagnarlo dai primi approcci selettivi alle visite fisiche, cercando di interpretare i suoi desideri e facendoli incontrare con il suo budget e la sua disponibilità.

La scrittura di una proposta di acquisto è un altro momento in cui bisogna spendersi e fare leva sulla nostra professionalità.

L’onestà e la trasparenza pagano sempre.

E allora, buon lavoro a tutti!

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