Salvatore Coddetta settembre 26, 2019 Nessun commento

Il Rent to Buy, l’affitto con riscatto, è un contratto in vigore dal 2014 anche in Italia. Introdotto dal cosiddetto decreto legge “Sblocca Italia” n. 133/14, si definisce “contratto di godimento in funzione della successiva alienazione del bene”.

E’ stato riconosciuto anche nel Bel Paese come misura per favore il mercato immobiliare in epoche (parliamo del 2014) in cui la stagnazione era ancora piuttosto forte e la stretta sui mutui non aiutava certo chi voleva comprare casa.

Nella realtà non è un contratto così diffuso, in parte per poca conoscenza dell’argomento e in parte perché la maggioranza degli utenti preferisce procedere con una compravendita “classica”.

Il Rent to Buy è quindi una tipologia contrattuale “mista”, che si esplica quindi in due fasi principali.

La prima fase vede così la messa in opera di un contratto assimilabile alla locazione o all’usufrutto del bene immobiliare: il conduttore (chi prende la casa in affitto) manifesta però contestualmente la volontà di acquistare quell’alloggio nel futuro.

Quello che il conduttore versa mensilmente viene quindi in parte destinato al pagamento del canone di locazione e in parte come acconto sull’eventualità di acquisto.

Questa parte, molto importante, va sottoscritta di fronte a pubblico ufficiale o tramite scrittura privata autenticata e poi registrata.

Un altro parametro sensibile è la durata della prima fase: al termine di questa il conduttore deve decidere se acquistare il bene o concludere il contratto stesso.

Se il conduttore decide di acquistare, il prezzo sarà quello stabilito in principio dell’accordo di Rent to Buy e la quota capitale versata come acconto verrà detratta dall’importo generale.

Se il conduttore invece non ha intenzione di acquistare, il proprietario dovrà restituire quella quota, ma tornerà in pieno possesso del bene.

Per quanto concerne le questioni fiscali, sia l’eventuale contratto di compravendita che quello di locazione saranno soggetti a tassazione autonoma.

Le tasse “immobiliari”, nel periodo di “locazione”, saranno a carico del proprietario (IMU), la TASI (non più in vigore sulle prime case) sarà pagata in forma mutuale da entrambi mentre la tassa rifiuti sarà a carico del conduttore.

Il Rent to Buy non è in realtà l’unico contratto che permette di “opzionare” un alloggio abitandolo e di rinviare così la propria decisione di acquisto: ci sono tipologie come la vendita con patto di riscatto ed il leasing immobiliare abitativo, che hanno modalità similari.

 

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