Salvatore Coddetta luglio 30, 2019 Nessun commento

La comunicazione immobiliare parte dal punto vendita, ossia dalle agenzie, ecco perché è importante il trade marketing immobiliare.

Un vecchio motto delle agenzie pubblicitarie anglosassoni recita PR begins at home.

Per essere performanti dobbiamo partire, infatti, letteralmente dal “salone di casa nostra”.

Il mondo immobiliare è fatto di agenzie, di “negozi” ove operano gli agenti, solitamente fronte strada.

E se il digitale è diventato imprescindibile, c’è ancora un luogo “fisico” dove avviene il contatto con i professionisti e tra le parti che comprano e vendono casa.

La vetrina delle agenzie è uno spazio fondamentale. Per catturare l’attenzione del passante e trascinarlo all’interno del punto vendita.

Occorre quindi organizzarlo in modo coerente. Inserendo i nostri annunci (non tutti!) secondo un approccio strategico, con una selezione del nostro meglio, partendo dai tagli più piccoli (e quindi teoricamente più facilmente vendibili) a quelli più grandi. Creando aree speciali (ville, affitti, etc…) qualora si disponga di prodotti in tal senso.

Anche la creazione degli annunci deve rispettare un senso strategico, con testi non eccessivamente lunghi ma centrati sul prodotto, con poche ma efficaci informazioni chiave.

E poi le foto, parlando sempre di annunci e vetrine (qui alcuni esempi da non seguire). Le foto fanno la differenza anche nel mondo “fisico” e non soltanto online. Occorre inserire fotografie ben fatte ed in grado di catalizzare l’attenzione del cliente. Cercando in qualche modo di evidenziare l’anima dell’alloggio. Anche un monolocale standard ha dei punti di forza che è bene mostrare.

Il digitale viene poi in nostro aiuto, in particolare le tecnologie touch e di realtà aumentata, nella creazione di vetrine dal contenuto tecnologico che permettono letteralmente di sfogliare un book virtuale di annunci e visualizzare quindi dettagli ulteriori rispetto agli annunci “a una dimensione”.

Anche gli interni delle agenzie hanno valore nell’approccio al cliente.

In questo caso lui è già entrato e la prima “barriera” è stata superata. Ora occorre però coltivare il rapporto, farlo sentire a proprio agio.

In genere, consideriamo un negozio immobiliare un luogo ove avvengono trattative che investono futuro e risparmi di famiglie e singoli. Un luogo che però non dovrebbe avere la freddezza di una banca o di una finanziaria. Minimalismo sì, ma con calore.

Serietà, certamente, ma anche luogo “sicuro” e confortevole ove chiedere tutte le informazioni che servono.

E poi il personale, a partire da noi stessi.

Anche il nostro comportamento e il nostro vestiario fanno parte della comunicazione al Trade.

L’immagine che veicoliamo attraverso gli abiti e il linguaggio del corpo influenza il comportamento di acquisto dei clienti.

Buon lavoro!

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