Salvatore Coddetta settembre 17, 2019 Nessun commento

Vendere casa con un film: è questa la nuova tendenza che si sta sviluppando negli USA.

Soprattutto per gli immobili di lusso, anche se vedremo nel nostro articolo che la dimensione visuale dei video è importante per tutti i tipi di casa.

Rayni e Branden Williams sono due agenti immobiliari americani che, per primi, hanno utilizzato questa tecnica per migliorare la loro comunicazione al target: “Il marketing che conosciamo – dicono – non è più sufficiente e bisogna andare oltre il tradizionale. I clienti hanno bisogno di emozione e stupore e soprattutto devono poter immaginare la casa in cui andranno a vivere”.

Vivere un sogno, quindi, ed immedesimarsi in esso.

Abbiamo sempre sostenuto che vendere case non è solo una questione di testa ma anche di cuore.

Comprare casa è molto spesso la realizzazione di un sogno della vita.

E nel caso di questi innovativi “film immobiliari”, ciò che gli agenti immobiliari vendono è anche il sogno di una posizione sociale di livello. Anche per la clientela facoltosa una casa di pregio resta uno “status symbol”, la testimonianza della propria forza patrimoniale e del successo acquisito in campo economico.

Ed ecco che, accanto ai tradizionali video di presentazione degli immobili, stanno proliferando sempre più questi cortometraggi. Non più solo la fredda visione di ambienti vuoti per quanto belli, ma sceneggiature vere e proprie che mettono in scena “stanze di vita quotidiana” e possibili scenari di vita in quegli immobili stessi.

Una sorta di Home Staging al cubo, dove le emozioni sono veicolate dallo storytelling emozionale che il filmato porta con sé.

Rayni e Branden Williams aggiungono: “Se il prezzo di un immobile è, ad esempio, di 200 milioni di dollari ci sono agenti immobiliari disposti ad investire anche 1 milione in marketing”.

Si tratta certamente di una dimensione estrema, propria di mercati più grandi e forse anche più evoluti.

Ma che traccia un solco con il passato e indica una strada.

Questi cortometraggi ovviamente sono “responsive” e concepiti per la fruizione mobile per un pubblico che usa moltissimo lo smartphone, con una soglia di attenzione piuttosto bassa.

Puntano forte sui plus delle abitazioni, mostrando il tipo di vita dei “protagonisti” all’interno delle stesse. La leva è quella immaginifica dell’immedesimazione.

E’ chiaro che esperimenti su immobili anche meno costosi possono essere provati. Budget diversi ma ciò che conta è l’idea unitamente alla capacità di trasmettere sensazioni.

La Realtor Association americana ha pubblicato recentemente una ricerca secondo la quale, nel 2018, il 43% di chi ha comprato casa ha usato YouTube, Vimeo e simili per cercare la propria casa: il valore dei video nel marketing mix immobiliare è certamente in aumento, e questo trend non può essere certamente trascurato.

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